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La storia

Il Progetto ASDI nasce nel 2005 anche grazie, e soprattutto, all'impegno del CUI I Ragazzi del Sole Onlus (Associazione di genitori con figli diversamente abili costituitasi nel 1986 per tutelarne i diritti).

Il reparto di Odontostomatologia

Uno dei principali problemi che si manifestano nei ragazzi disabili nel corso della loro vita, riguarda la salute della bocca, in particolare dei denti. In quegli anni, per i problemi odontoiatrici dei loro ragazzi, i genitori dovevano recarsi ad Ancona, Foligno, Prato e in altre località anche molto lontane dalla provincia di Firenze. Le prime timide risposte iniziava a darle l'Ospedale di Torregalli. Risposte apprezzabili, ma tuttavia insufficienti, vista anche la notevole domanda di interventi e la difficoltà degli interventi stessi, poiché i pazienti risultavano spesso soggetti non collaboranti.

Nel 1996 la nostra associazione entrò in contatto con la Dott.ssa Roberta D'Avenia, medico operante in un Ambulatorio di Odontostomatologia presso la Clinica Universitaria Careggi, che dava risposte concrete e forniva un rapporto medico-paziente veramente encomiabile. Purtroppo l'ambulatorio soffriva di notevoli difficoltà per mancanza di una sala operatoria e di personale.

Fu da qual momento che da parte nostra iniziò una vera e propria crociata che ci vide battagliare con le istituzioni raccogliendo più di 400 firme fra altre associazioni e vari centri di servizio per la disabilità.

Fummo irremovibili e con caparbietà ottenemmo incontri in Regione e a Careggi con responsabili ai massimi livelli. Fu così che venne rispolverata una vecchia delibera che si era arenata nel tempo, la n. 4159 del 22/4/87, con la quale la Giunta Regionale Toscana attribuiva al settore dell'assistenza odontoiatrica in regime di ricovero le prestazioni svolte a soggetti non cooperanti.

Con una nuova deliberazione del Direttore Generale, a quei tempi il Dott. C. Galanti, già nel 1997 venne attivata un'area di degenza comune al CTO per pazienti odontoiatrici collaboranti e per pazienti portatori di handicap tra le Unità Operative di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo Facciale.

Furono riservate due stanze per i pazienti non collaboranti, lasciate libere dalla Medicina del lavoro, con un posto letto per il degente e un posto letto per l'accompagnatore in ciascuna camera.

Questa opportunità ha dato risposta, da allora, a numerosissimi pazienti provenienti da tutta la Regione che altrimenti si sarebbero dovuti recare in altre località.

Altre necessità sanitarie

Ci eravamo accorti da tempo, attraverso la nostra esperienza, che i disabili non collaboranti necessitavano di altre opportunità, oltre a quella odontoiatrica, per poter usufruire delle normali cure; pertanto occorrevano percorsi diversi dagli altri per le ospedalizzazioni, per le analisi, ecc. C'erano, in tal senso, forti richieste dai nostri soci confermate anche dal personale medico.

La nostra associazione, negli anni 2000/2001, stava seguendo un progetto che nasceva in un Ospedale a Milano denominato Progetto DAMA, che riassumeva alcune nostre richieste. Così fu da noi elaborata una proposta per la realizzazione di un servizio rivolto a fornire prestazioni diagnostiche e terapeutiche a pazienti affetti da grave disabilità. Il nostro progetto, a differenza di quello di Milano, era concepito per una realizzazione a bassissimo costo.

Tale progetto fu presentato all'U.R.P. dell'Azienda Ospedaliera di Careggi, alle Associazioni di tutela, al Prof. Papini per l'Università, al Comitato Pari Opportunità e al Collegio dei Dirigenti a livello medico dello stessa struttura Ospedaliera.

Prendemmo quindi contatti con funzionari della Regione Toscana per la sanità e, dopo alcuni incontri, ci fu espresso il forte interesse per tale progetto e la promessa che tali iniziative sarebbero state riportate nel Piano Sanitario Regionale che da lì a breve avrebbe dovuto essere approvato.

In quel periodo eravamo in contatto con il Prof. G.P. La Malfa, psichiatra della Clinica Neurologica di Careggi, che stava seguendo insieme a noi l'inizio dei progetti di vita autonoma che si stavano realizzando nelle Case-Scuola Gialla e Viola. Egli si fece promotore del progetto e lo rielaborò coinvolgendo alcuni medici delle U.O. più disponibili.

La fase successiva ci vide, nel novembre 2002, richiedere la convocazione di un tavolo di trattativa in Regione con i Dirigenti dell'Azienda Ospedaliera di Careggi, i dirigenti della ASL 10, i rappresentanti del Comune di Firenze, il Prof. G.P. La Malfa e la Dott.ssa D'Avenia e il Dott. Amunni di Odontostomatologia della Clinica Universitaria di Careggi.

Da questo momento in poi è stato un susseguirsi di incontri con impegni presi e successivamente in parte disattesi, poi ripresi ancora; il tutto ritardato anche dall'avvicendamento ai vertici dei due soggetti principali che non hanno certamente agevolato l'iter del progetto.

Il percorso è stato lungo e i pazienti disabili hanno continuato ad avere necessità di cure mediche e a scontrarsi con le difficoltà che sono state all'origine delle nostre richieste.

Quando tutto sembrava perduto, siamo tornati caparbiamente sul campo per rivendicare ancora i diritti e le aspettative della categoria, e finalmente oggi siamo qui a porre il sigillo sulla lieta fine della vicenda.

Nonostante i vari cambiamenti apportati in corso d'opera, lo spirito e la finalità del progetto non sono stati fortunatamente stravolti e finalmente nel 2005 siamo riusciti a partire.

Dunque il Progetto ASDI prende vita! In una stanza messa a disposizione presso Careggi nell'unità di neurologia, viene installato un telefono e un computer per ricevere le chiamate degli utenti.